Vivere la fragilitÓ e il proprio morire

Enzo Biemmi (curatore), Il secondo annuncio. Vivere la fragilitÓ e il proprio morire, EDB, 2018, 176 p.


Dall'introduzione

Tra le esperienze che segnano in maniera profonda e indelebile la vita di una persona c’è quella della fragilità e del morire, ultima delle cinque soglie di vita presentateci dal Convegno ecclesiale di Verona e che il progetto secondo annuncio ha fatto proprie. È l’ultima, ma emerge anche come interna alle altre e le riassume, portando allo scoperto il punto critico di tutte. Uno sguardo retrospettivo, anche semplice, permette di osservare che in ogni passaggio della vita facciamo l’esperienza del nostro essere esposti alla fragilità, come limite e come possibilità a un tempo.

La fragilità fa parte del nostro essere, è un dato di fatto. Ed è proprio attraverso l’ascolto, la conoscenza e l’accettazione delle nostre fragilità che possiamo comprendere e accogliere le fragilità e le ferite dell’altro.

Nell’ombra della fragilità si staglia anche una luce che proviene dalla fede in un Dio che non ha negato la fragilità ma se ne è fatto carico. Il Dio di Gesù Cristo è un Dio che ha fatto alleanza con le fragilità, la vulnerabilità e i fallimenti dell’uomo.


Viene offerto alle comunità ecclesiali (parrocchie, diocesi, gruppi, movimenti, comunità religiose…) un percorso di formazione per accompagnare gli adulti nei loro passaggi di vita e per offrire loro una parola di vangelo nell’esperienza fondamentale dell’integrazione del limite e del proprio morire. I destinatari sono prima di tutto i consigli pastorali, i catechisti dei genitori e degli adulti, gli operatori pastorali, ma anche le persone che per vari motivi accompagnano altri adulti nei loro tragitti di vita e di fede.

Com’è strutturato il percorso? Come si può facilmente vedere dal testo, viene offerta la traccia per sette incontri di formazione. Ognuno di essi ha una struttura molto semplice: dopo la preghiera iniziale e la presentazione della proposta, si parte da una testimonianza o da una buona pratica di secondo annuncio (Metterci in ascolto); segue un breve apporto che facilita l’interpretazione dell’esperienza ascoltata (Leggere le esperienze); infine vengono proposte delle piste concrete per orientare le pratiche della propria comunità, traendo profitto dall’esperienza ascoltata (Convertire le nostre pratiche pastorali). L’incontro termina con una preghiera, che trasforma in lode, rendimento di grazie o invocazione quanto scoperto nella riflessione.

L’ultima parte del libro contiene una serie di testi di approfondimento, che facilitano la formazione personale dopo ogni incontro o preparano quello successivo (Per continuare a pensare. Testi risorsa). Come si vede, il percorso ha un carattere concreto: parte dalle pratiche per ritornare alle pratiche in modo più consapevole e creativo. Vuole essere un allenamento a essere pensosamente pratici.


Sommario


Introduzione (M.T. Camporese - G. Bezze)

Istruzioni per l’uso (E. Biemmi - Équipe secondo annuncio)

Incontri

1. La nostra condizione di fragilità

2. La luce del vangelo nelle nostre fragilità

3. Una comunità che si riformula a partire dalla disabilità

4. Una casa che restituisce speranza

5. Una comunità che ha cura degli anziani

6. Una comunità che accompagna i lutti

7. Abitare le crepe della vita con la grazia del vangelo

Per continuare a pensare. Testi risorsa

1. Vivere la fragilità e il proprio morire. Introduzione al tema (G. Laiti)

2. La misura dei giorni (G. Papola)

3. Gesù di fronte alla fragilità e alla morte (J.P. Lieggi)

4. La ferita che cura. Dolore e sua bellezza collaterale (A.C. Scardicchio)

5. I sacramenti segni della cura di Dio nell’arco della vita umana (L. Girardi)

6. Vivere la fragilità e il nostro morire. Spunti di conclusione (G. Laiti)

Appendice

Il progetto secondo annuncio: un bilancio (E. Biemmi)



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