pubblicato lunedý 26 ottobre 2015


Un invito a colleghi di lavoro e conoscenti, non credenti o comunque lontani dalla fede


Vieni e porta una fetta della tua torta... non dimenticare il vino.

“Tutti abbiamo bisogno, ogni tanto, di fare un “punto nave”, specialmente noi quarantenni. La vita si mostra con i suoi lati più belli, ma talvolta anche con qualche disillusione. A volte qualche tempesta ci coglie e abbiamo bisogno di calma. Sia che siamo in un cammino di fede oppure no, sentiamo il bisogno di un dialogo e di un confronto sui valori della vita. Abbiamo perciò pensato di creare un luogo in cui sia possibile esprimere se stessi e i propri valori arricchendoci a vicenda in termini umani e spirituali”.

È con questo invito che abbiamo convocato a casa nostra colleghi di lavoro, conoscenti e parenti, alcuni non credenti, altri non o poco frequentanti con i quali condividere una ...“fetta” della nostra vita. Così da due anni abbiamo iniziato a camminare insieme. Come la nave in mezzo al mare ha bisogno di rettificare la rotta per arrivare a destinazione così anche noi abbiamo bisogno di trovare “il tesoro nascosto” o “la perla preziosa” per dare alla nostra vita un senso pieno e abbondante che ci permette di sapere dove stiamo andando per non fare come la bottiglia di plastica in un torrente che è sbattuta di qua e di là come ci racconta Susanna Tamaro nel suo libro “Va’ dove ti porta il cuore”.

È stato posto un interrogativo: che peso ha la fede negli eventi della vita? Il brano evangelico del padre e dei due figli ha messo in luce la libertà dell’uomo di gestire la sua vita, di credere e di non credere, da una parte e dall’altra un Padre che è sempre pronto ad accoglierci. Il libro di “Momo” (Michael Ende) con il personaggio del signor Fusi barbiere, insieme al brano evangelico del ricco che costruisce altri granai per i suoi beni, ci hanno accompagnato nella riflessione sull’importanza di gestire il proprio tempo per evitare che la vita sia un correre senza assaporare relazioni ed eventi e senza costruire l’uomo interiore. Ogni cammino però comporta una scelta, ogni scelta comporta una direzione. Qual è la cosa migliore per me? Come fare un salto di qualità? Sono queste le domande che ci siamo posti, consapevoli che la scelta è personale, nessuno può farla al posto nostro.

Lo spezzone del film Matrix con la scelta di Nio ha messo in luce che cosa significa scegliere accanto al brano evangelico di Marta e Maria. Questo primo anno è terminato in una serata guardando le stelle sul nostro terrazzo riflettendo sull’esempio dei Re Magi che si mettono in cammino: c’è un messaggio, una bella notizia che è per tutti coloro che la vogliono vedere e accogliere, dipende da chi come i Magi si sanno mettere in gioco.

In questo secondo anno abbiamo riflettuto sulla ricerca dei bisogni più profondi dell’uomo quali la felicità, la realizzazione di sé, la libertà, il limite. Accompagnati sempre da parole di uomini confrontate con brani biblici e personaggi come S. Paolo, Zaccheo, abbiamo colto la fondamentale importanza di avere un punto di riferimento ben preciso che ci permette di trovare equilibrio in ogni evento, di vivere la vita per valori e non per bisogni, di non rimanere schiavi del passato, ma migliorare sé stessi e nell’amore trovare il senso della vita: l’uomo che apre il suo cuore a Dio fa esperienza di sicurezza, serenità e libertà, la sua vita è come una bussola il cui ago è magnetizzato sempre a Nord. Il film “Casomai” ci ha aiutato a vedere cosa significa vivere una vita secondo i bisogni lasciandosi portare dagli eventi, mentre la testimonianza di Gandhi “la preghiera mi ha salvato la vita” ci ha dato lo spessore di un uomo che tutti noi consideriamo realizzato. Questo secondo anno è terminato guardando a Gesù Cristo, morto e risorto, Via, Verità e Vita per l’uomo, con lui l’uomo va oltre, la sua vita non ha fine.

Abbiamo terminato recitando il Padre Nostro tenendoci per mano con la mano destra nell’atto di dare e quella sinistra nell’atto di ricevere. Così infatti è stato, figli dello stesso Padre ci siamo trovati con cammini ed esperienze diverse, ma ognuno di noi ha sperimentato quanta ricchezza c’è nell’altro e questa ricchezza è stata messa in comune.

Ci siamo dati appuntamento a dopo l’estate con il desiderio dei partecipanti di approfondire la figura di Gesù e il suo Vangelo.

Il cammino è proseguito con la lettura continua del Vangelo di Marco applicando il metodo dell’Osservazione (quali personaggi), Interpretazione (quale messaggio), Applicazione (quale messaggio per me) e Preghiera (quale risposta a Dio che mi parla).

Il Signore è veramente grande!

Flavia Fiorio Tedesco

 


 

Le testimonianze di due partecipanti:

 

Cara Flavia,

ho pensato di scriverti una lettera: è più personale e intima, dato che anche per me è importante questo momento di sintesi. È stato un Incontro non ordinario, il nostro! Se fosse stato determinato - come credo – dal Soffio dello Spirito – a me non resterebbe altro da dire. Ma siccome c’entrano anche le nostre due persone-non-solo-spirituali, le nostre coincidenze storiche, sociali e, perché no?, culturali , allora qualche cosa da dire ce l’ho anch’io.

Gli incontri avvenuti a casa tua mi hanno dato conferme che proverò ad esprimere sapendo che ciò aumenta la gratitudine e la responsabilità.

Ho imparato a mettermi in discussione e quindi a dubitare delle mie certezze cosi da aprirmi alla Fede – dono mai abbastanza verificato nella quotidianità del vivere.

Ho imparato a dare un nuovo significato alla Libertà – equilibrio tra varie componenti della natura umana – Libertà/Equilibrio/Orientamento.

In ultima analisi sono stata coinvolta in qualche cosa di Sacro nel recitare insieme, per mano, il Padre Nostro. E che cosa c’è di meglio al mondo che trovarsi in due o più nel Suo Nome e sentirLo tra noi?

Grazie della tua accoglienza e dei bei momenti passati insieme.

Chiara

 

Quando mi è stato chiesto di scrivere la mia testimonianza ho pensato che fosse un compito arduo per una come me, troppo presa dai numerosi ruoli di figlia, di madre, di sorella, di persona da anni in ricerca di una verità, di una ragione profonda, e del senso del vivere.

Prima di incontrarti, Signore, ero un’adolescente di mezza età, lontana dalla realtà che invece oggi rappresenti per me, ero distratta dai mille piccoli dolori e frustrazioni quotidiane, ero una disperata qualunque senza una meta, stancamente vagavo solitaria nella valle della mia anima assetata di te. In questo stato d’animo ho partecipato alla prima riunione denominata Il punto nave, subito mi son sentita a casa, accolta nel tuo eterno essere presente. La mia ricerca ha avuto un punto di riferimento da quella sera. Dentro di me parole come “tenebra” “rancore”, “paura”, “separazione”, “isolamento”, “dubbio”, hanno gradatamente ceduto il posto a parole quali “benessere”, “preghiera” “fiducia”, “coraggio”, “incontro”, “pace”.

Aprire il Vangelo assieme al gruppo, nella famigliarità degli appuntamenti serali del mercoledì guidati in modo esemplare, è diventata una pratica disciplinata, costante e necessaria a saziare la mia sete di te. Dalle parole alla Parola con la P maiuscola. Non vi è musica che possa essere comparata alla conoscenza di te. Sei diventato il mio sostegno, nel vuoto di gioia e affetto che allora mi abitavano ti sei seduto tu, vicino proprio a me, quella piccola e perdente, abbandonata da tutti. Da tutti ma non da te. Più sgorgavano le lacrime purificatrici e più mi sentivo amata. Amata gratuitamente. Con umiltà di cuore mi hai curato facendomi cogliere il miracolo nella continuità della vita, amorevolmente mi hai sgridata quando, nelle tempeste del vivere, perdevo la fede, mi hai amata anche quando mi sentivo perseguitata per causa della giustizia, o ferita dal nemico che ancora non ti conosce.

Con te ho visitato cieli nuovi e terre nuove. Mi hai aperto gli occhi, mi hai insegnato a voler bene al prossimo che vedo per il Nome di Colui che non vedo, mi hai dotata di forza solida a continuare il mio cammino nel mondo, cosicché quando nemmeno gli amici non ci saranno più, tu sarai sempre vicino a me, Gesù.

Chiara

 


 

L’inizio della mia esperienza con l’associazione Alfa Omega è cominciata quando un’amica mi ha detto che c’erano delle persone che leggevano il Vangelo con non credenti, persone che non pretendevano niente e che non volevano indottrinare nessuno, persone normali che lavoravano, che dedicavano una parte del loro tempo agli altri per ascoltare, per condividere le loro esperienze, persone che avevano da poco formato un gruppo e alcuni erano anche colleghi.

La mia amica disse che se mi faceva piacere potevamo andare anche noi con la premessa che eravamo liberi di andarcene in qualsiasi momento, e poi male non poteva farci.

 

L’idea mi è sembrata buona, ero curioso ma avevo anche qualche dubbio, i miei preconcetti mi dicevano che forse mi aspettava un’esperienza noiosa, con persone inquadrate, rigide che forse volevano convincermi di qualcosa e che magari insistevano con i sensi di colpa in quanto non frequentavo la chiesa e non avevo il loro modo di vedere le cose.

 

Mi sono chiesto chissà che cosa mi aspetterà.

 

Ho trovato
persone normali ma speciali,
ho trovato una bella atmosfera, molto accogliente e familiare,
persone semplici che parlavano la mia lingua,
che vivevano come me, che non mi hanno giudicato e mi hanno accolto per quello che ero,
persone che non erano su un piedistallo,
che non davano risposte ma che hanno creato domande dentro di me,
che non erano lì per insegnare ma per imparare dagli altri e da me,
persone che hanno condiviso la loro esperienza e erano interessate a quello che ognuno diceva senza giudizio.

 

Che bello, nel primo incontro ho capito che Vangelo vuol dire Buona Novella!

Da allora ho continuato a frequentare il gruppo.

Ogni incontro è una scoperta, grazie a queste persone ho capito che il Vangelo non è un messaggio vecchio di 2000 anni ma è un messaggio attuale.

 

A volte la stanchezza, qualche pensiero sabotatore mi dicono di non andare al gruppo ma ci vado ugualmente ed ascoltando e condividendo la Parola si sciolgono le tensioni, arriva quel pensiero, quella frase che illumina, che dà un senso e una risposta agli avvenimenti del quotidiano, c’è la consapevolezza che ora ho la scelta e la responsabilità se coltivare o meno quello che mi è stato donato.

 

Ho capito che non sono solo,
che anch’io nel mio essere posso fare miracoli,
posso ascoltare, vedere, pensare e comunicare con una visione diversa,
posso condividere, mettermi in discussione,
posso chiedere, pregare,
posso accogliere, sbagliare,
posso aprirmi, amare ed essere amato,
posso stare bene con me ed aiutare gli altri.

 

All’inizio di quest’anno ho sentito dentro di me il bisogno di ascoltare più frequentemente la Parola del Signore. Non mi bastava più l’incontro con il gruppo e così ho cominciato ad andare a messa alla domenica e con grandissima gioia quando sento la lettura del Vangelo rivivo le condivisioni, i pensieri vissute nel gruppo.

Ho provato una grandissima emozione il mercoledì delle ceneri (dopo molti anni che non entravo in chiesa) quando mi sono trovato di fronte al sacerdote che mi ha detto “convertiti al vangelo” in quel preciso momento ho capito che il percorso che ho fatto in questi anni è stato fondamentale alla maturazione ed alla preparazione a quella che si può chiamare una mia conversione.

 

Adesso scopro il piacere di iniziare la giornata meditando il Vangelo del giorno.

Ho il desiderio di imparare e di scoprire.

È proprio vero che Dio entra nella nostra storia e la trasforma, aspetta pazientemente che noi gli apriamo uno spiraglio, ed è in quel preciso istante che siamo pronti ad accoglierlo, che ci trasforma, sposta i nostri confini, allarga il nostro orizzonte e non ci lascia più soli.

Percepisco che la mia vita ha un altro significato rispetto a prima, è una maturazione lenta e continua, il cammino non è facile, ci sono alti e bassi, gli ostacoli non mancano ma quello che sta cambiando è il modo di capirli, di accoglierli e di superarli.

Sta cambiando il mio modo di relazionarmi con gli altri e con me stesso, stanno cambiando i miei pensieri, le mie amicizie, le mie letture, i miei gusti e le mie abitudini.

 

Mi sto facendo molte domande sulla mia vita, sento che voglio fare una vita piena e vera e ringrazio il Signore che sta rispondendo a questo mio desiderio.

Recentemente ho iniziato ad inserirmi come volontario in una cooperativa che segue persone con handicap...

 

Un grazie di cuore ai miei compagni di viaggio

 

Giuliano

 


 

 

resoconto di Flavia Fiorio Tedesco (@)



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