pubblicato giovedì 28 novembre 2013


Le opportunità dell'accompagnamento al battesimo
(progetto diocesano di Vittorio Veneto)


La diocesi di Vittorio Veneto ha dedicato i Piani Pastorali del triennio 2008-2011 all’approfondimento del sacramento del Battesimo, avviando in quegli anni un progetto di accompagnamento dei genitori che chiedono il sacramento per i loro bambini.

Dopo una ricognizione di quanto in atto nelle singole parrocchie, un gruppo di lavoro, in dialogo con i vari organismi diocesani, ha elaborato un percorso di quattro/cinque incontri, da proporre a genitori e padrini nelle parrocchie o nelle unità pastorali.

Molti laici –spesso coppie di genitori–, alcuni diaconi e alcune religiose, oltre ai parroci, sono stati coinvolti perché si formassero e poi operassero come equipe, piccoli gruppi in cui ministerialità e sensibilità differenti fossero di arricchimento.

Alcune scelte di fondo determinano la struttura e la modalità di svolgimento degli incontri. Anzitutto la prospettiva del primo annuncio, che non dà per scontato la fede di chi si accompagna, si esprime in una vera accoglienza e nella leggerezza della gratuità, cerca di dire il Vangelo come buona notizia dentro la situazione speciale che è l'essere diventati genitori. L'altra scelta fondante è la centralità della Parola di Dio, per la sua capacità di operare e rendere presente quanto proclama, per la possibilità di narrare la fede più che di spiegarla.

Gli echi di quanto stanno realizzando gli oltre 300 accompagnatori che si sono formati in questi anni evidenziano la sensatezza di quanto proposto. Gli incontri risultano fattibili ed efficaci, nel senso che facilitano la messa in gioco dei genitori e padrini e offrono un annuncio che va a toccare alcune corde del proprio vissuto. E, cosa altrettanto importante, gli animatori stessi dicono che l'accompagnare i genitori è un dono per loro stessi, per la loro vita e la loro fede.

Ne sono testimoni anche Laura e Paolo, cui dobbiamo il racconto che segue.
Altre informazioni sono nel sito diocesano di Vittorio Veneto.

 

Suoniamo il campanello e ci annunciamo alla giovane famiglia che ci accoglie con gioia. “Piacere siamo qui per il Battesimo del vostro bimbo”.

Questa è la parola d’ordine che ci permette di incontrare genitori che hanno avuto un piccolo, si sono messi in contatto con il parroco e poi con noi.

Siamo Paolo e Laura, una coppia di sposi da ventidue anni con due figli ormai adolescenti. Circa tre anni fa ci è stato chiesto se eravamo disposti ad accompagnare i genitori che desideravano battezzare i loro figli. Abbiamo accettato e come noi altre due coppie animatrici ed i nostri parroci.

Sin da principio ci è sembrata una opportunità. Per scelta abbiamo purificato la nostra mente dalle aspettative sui genitori e invece ci siamo chiesti: cosa potevamo offrire noi? Quale volto bello di Chiesa volevamo trasmettere?

Innanzitutto quella che anche noi vivevamo: una stima reciproca ed una collaborazione tra noi animatori. Credo si percepisca da subito. Almeno per noi è importante ed è una gioia ritrovarci. Così apriamo le porte, accendiamo le luci, rendiamo accogliente la sala dove ci incontriamo in parrocchia.

 

Prima di tutto invitiamo i genitori ed i padrini ad accomodarsi e a presentarsi. Ci raccontano anche dei protagonisti che spesso li accompagnano. Siamo sempre precisi nel presentare la scansione dell’incontro e la durata che rispettiamo con serietà. Lasciamo loro la libertà di fermarsi, se lo desiderano, alla fine per scambiare ancora qualche opinione o risolvere qualche perplessità.

La forza di questi incontri è il dialogo, il raccontarsi e la riscoperta della Parola di Dio.

Il primo incontro si apre con una domanda “Che dono pensate di fare a vostro figlio chiedendo il Battesimo?” È una domanda “leggera” che permette loro di rimanere nella “tradizione” visto che ancora non si conoscono, ma c’è sempre qualcuno che sorprende. Il brano della Samaritana prosegue con il tema del dono gratuito e ci interroga sulla sete che sentiamo nella nostra vita di adulti. La preghiera finale ci racconta con un significativo fiore che si apre nel fiore, di come il Battesimo di questi piccoli sia occasione di riscoperta del nostro Battesimo.

Il secondo incontro lo presentiamo come un tempo di grazia e di memoria che ciascuno è libero di gustare e vivere come più gli aggrada. Con delle coppie di parole si tenta infatti di ripensare alla propria vita ed ai momenti in cui dal dolore si è passati alla gioia, dalla divisione si è passati all’unione, dall’essere schiavo all’essere libero, dall’immobilità al cammino. Qui qualcuno ti sorprende davvero e ti racconta di veri cammini di conversione, magari tra le lacrime o mostrando una ferita non ancora guarita. È un momento davvero delicato. Il tema viene ripreso ed ampliato dalla lettera ai Romani al capitolo 6 che tenta di bisbigliare qualcosa sul mistero del Battesimo inteso come cammino, come passaggio da una situazione di buio alla luce, come Gesù che è passato attraverso il dolore e la morte per renderci liberi nella risurrezione e nella sconfitta definitiva del peccato. Comporre la croce ci aiuta ancora una volta a purificare i nostri bisogni e le nostre attese nella preghiera.

Il terzo incontro solitamente lo apriamo facendoci raccontare un fatto buono/bello che hanno compiuto nella settimana appena trascorsa. Qualcuno va in crisi perché nella quotidianità è difficile scorgere il positivo o lo si dà per scontato. Un po’ sollecitati si aprono alla condivisione anche scherzosa. Il tutto per introdurre il tema del servizio come gesto di cura e di amore. Il brano della sera è la lavanda dei piedi accostato con delle opere pittoriche. Come preghiera finale prepariamo al centro della sala un tavolo con un catino ed una brocca, consegniamo ai partecipanti un pezzo di stoffa ed un pennarello per scrivere cosa insegna per loro lo spendersi per il loro figlio, una invocazione, un gesto di cura che desideriamo compiere o ricevere, si conclude con una preghiera che ci racconta della cura che Dio ha per noi e la nostra famiglia.

Ed arriviamo all’incontro prossimo alla celebrazione che ci racconta dei segni che si compiono nel Battesimo. Si tenta di spiegare ogni gesto sia come Parola di Dio, che come preghiera, come gesto concreto che racchiude come simbolo e richiama a realtà invisibili.

 

In questo accompagnare i genitori dei bambini che ricevono il Battesimo, nell’accogliere siamo accolti, nell’incontrare siamo incontrati. La Parola di Dio che offriamo ci viene restituita dalle persone che incontriamo, che ci raccontano attraverso la loro storia come Dio è davvero un compagno di viaggio fedele. Ci commuove il fatto che loro spesso non se ne accorgono e basta poco per gustare insieme questo dono meraviglioso di un Dio che ha cura di noi, noi tutti.

Desidero spendere una parola per i fratelli extracomunitari. Ben venga che ci siano!! Ci trasmettono una freschezza di fede ed una appartenenza al popolo di Dio dalla quale io ho solo imparato. Queste donne e uomini costretti a lasciare la loro terra e le loro famiglie per cercare un futuro migliore per i loro figli, che soffrono la lontananza e l’emarginazione, hanno intuizioni e sguardo limpido, nonché coraggio da condividere. Da loro ho riscoperto la bellezza del mio Battesimo e la dignità di essere figlia di Dio. Amata.

 

resoconto di Laura Moretto (@)



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