pubblicato mercoledý 22 gennaio 2014


La catechesi pre-battesimale,
parrocchia di Maria SS.ma della NativitÓ, Noci (BA)


Esperienza di cammino di fede condotto da adulti con adulti.
Un'esperienza che continua nella fase post-battesimale.

 

L'esperienza

Quando i genitori vengono in parrocchia per chiedere il battesimo per il loro bambino il parroco propone di fare, prima del giorno del battesimo, un incontro di preghiera in famiglia con quanti, parenti e amici, si sono in qualche modo avvicinati a questo evento speciale della nascita del bambino. L'orario e il giorno dell'appuntamento lo stabilisce la famiglia, in base alle esigenze di lavoro dei genitori o dei padrini o dei nonni. Divieto assoluto di preparare roba da mangiare o da bere (classici "tarallucci e vino").

All'ora stabilita (spesso con vari rimandi causati dalla febbre del bambino o da altri impegni del parroco) il parroco, accompagnato dalla coppia animatrice, bussa alla porta. Tutti aspettano: sulla porta sempre una frotta di bambini curiosi, fratellini o nipotini. Dopo il saluto e il ringraziamento per l'invito e l'accoglienza, l'animatore (un adulto/genitore) condivide con i presenti la scaletta dell'incontro. Dice subito che l'incontro durerà al massimo 40 minuti. Spesso si sente dire «Ormai che ci siamo, stiamo pure un poco di più!». A volte la coppia di genitori preferisce non invitare nessuno per vivere finalmente una pausa di privacy, lontano dalle telecamere! Altre volte ci troviamo con un gruppone di parenti e amici. Il più delle volte il gruppo si restringe ai genitori e ai nonni.

Giulia comincia col lanciare dal suo telefonino le note del canto allo Spirito Santo con cui abitualmente si cerca di dare un taglio "mistagogico" all'esperienza. Nel frattempo sistema al centro del tavolo della cucina o della sala la Bibbia, aperta alla pagina di Vangelo che sarà poi proclamata. Dove si intravede qualche cero tra i vari soprammobili si chiede il permesso di utilizzarlo e accenderlo a fianco alla Bibbia. Si approfitta per liberare il tavolo da altri oggetti ingombranti, primi fra tutti i tanti telefonini e i mazzi delle chiavi. Se sta la televisione accesa (immancabilmente!) qualcuno della famiglia spontaneamente durante il canto iniziale la spegne.

Terminato il canto, il sacerdote con una preghiera spontanea evoca la presenza della santissima Trinità nella vita e dentro le mura di questa casa. Subito dopo Giulia si mette in piedi, prende la Bibbia che è sul tavolo e legge ad alta voce la pagina, quella del Vangelo che sarà proclamato nella domenica successiva all'incontro. Il sacerdote aggiunge due o tre minuti di contestualizzazione e invita a qualche tempo di silenzio e di riflessione individuale. Dobbiamo sempre contenere la paura e l'ansia che il silenzio sia troppo lungo o che la gente non lo sopporti. Ma proprio in quel momento risuona sommessa la voce dell'animatore che suggerisce «Signore Gesù, donaci il tuo Spirito perché in questo silenzio avvertiamo la tua presenza e la tua vicinanza».

Dopo il silenzio Franco conduce lo scambio. Spesso, anche quando non sembra che ci sia un'attinenza diretta fra la pagina proclamata e ciò che la famiglia sta vivendo, vengono fuori dai presenti considerazioni che evidenziano proprio l'attualità della Parola dentro a ciò che stanno vivendo. Si è sempre sorpresi dalla capacità della Parola di risuonare nei vissuti concreti della gente, di interpellarli e illuminarli di speranza. Nei vari interventi emerge un sommerso già "contaminato" da un primo annuncio ma lasciato poi incolto. Ora il terreno, come in una nuova stagione si fa di nuovo disponibile. A tutti si dà la possibilità di intervenire ma il tempo consente solo due o tre interventi ed una eventuale replica.

Quindi Franco invita alla preghiera spontanea. Non mancano intenzioni per la famiglia, per il bambino/a, per i condomini, ma anche per parenti e amici in difficoltà. Conclusione col Padre nostro. Infine l'mp3 di "Questa famiglia ti benedice, ti benedice, Signore" di M. Giombini. Capita sempre che senza conoscere il canto tutti canticchiano il ritornello. Prima di lasciare la casa Franco chiede il numero di telefono per avere la possibilità di invitarli al prossimo appuntamento post-battesimale.

 

La logica

È quella del cosiddetto "secondo annuncio". Si parte dalla consapevolezza di trovarsi di fronte ad adulti che hanno ricevuto sì il "primo annuncio" ma che non hanno avuto di fatto la possibilità di fare un cammino di "iniziazione" tale da essere inseriti pienamente nella vita della comunità cristiana. Possiamo dire adulti dall'iniziazione "interrotta". Vivono ai margini della comunità ma non hanno mai smesso di fare riferimento ad essa, anzi con la richiesta del battesimo dicono, di fatto, il desiderio di riprendere il cammino. La venuta al mondo della nuova creatura viene avvertita quasi come un appello a ri-dare cura alla propria crescita di adulti e al proprio cammino di fede.

È l'inizio di un secondo "primo annuncio". Che quindi non avrà come obiettivo finale quello di preparare semplicemente al battesimo ma quello dell'inserimento della coppia in un percorso di adulti che periodicamente si incontrano per approfondire la propria fede e divenire, di conseguenza, trasmettitori autentici della fede. Per usare il linguaggio di S. Bernardo, adulti che imparano ad essere "conche" che trattengono e trasmettono l'acqua per sovrabbondanza, non "canali" che trasmettono meccanicamente, senza neppure gustare e trattenere la freschezza dell'acqua.

Indispensabile sarà a questo punto contare non solo su delle coppie di sposi animatrici del primo annuncio ma anche sull'esistenza di una comunità che si propone come luogo di riferimento per adulti in ricerca senza necessariamente imprigionarli in itinerari "esigenti" e "cogenti", in una logica di gratuità, di sorpresa, di libertà. Potranno aggregarsi oppure allontanarsi e riprendere la ricerca forse in altre circostanze.

 

Le difficoltà

Avere coppie animatrici disponibili: quando ci sono più battesimi nello stesso turno gli appuntamenti nelle singole famiglie si moltiplicano. Ci vorrebbero più coppie animatrici e più presbiteri o diaconi. Difficoltà non insormontabile. Da parte delle famiglie invece non troviamo mai rifiuto, almeno per questo primo incontro. Finora non abbiamo fatto il tentativo di ritornare, più per le nostre difficoltà organizzative che per le difficoltà opposte dalla famiglia. Una équipe ben preparata di accompagnatori di adulti sembra indispensabile.

resoconto di don Peppino Cito (@)



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