pubblicato lunedì 11 maggio 2015


Quando il no diventa sì


Quando don ...... mi ha chiesto di scrivere questa testimonianza sul secondo annuncio del Vangelo, in un certo senso ero pronta per questa domanda, forse perché qualche anno fa sempre lui me ne aveva rivolta un’altra più destabilizzante.

Frequentavo la parrocchia con mia figlia maggiore già da diversi anni e avevo partecipato agli incontri per gli adulti del nuovo catechismo e inoltre avevo iniziato di nuovo il percorso anche con il figlio minore. Insomma, non ero una sconosciuta, ma non ero neanche la persona più inserita all’interno della vita della comunità parrocchiale. Stavo vivendo un periodo di riavvicinamento graduale alla fede, ma in forma molto personale e privata, senza un reale confronto con gli altri e forse sentendomi ancora un po’ un’estranea. Perché effettivamente l’ambiente della parrocchia per come l’ho vissuto da ragazzina evocava in me ricordi piuttosto tristi. La mia famiglia di origine non era e non è una famiglia tradizionale, legata comunque da rispetto e profondo affetto e mi ha sempre lasciata libera di vivere la fede secondo coscienza.

È a questo punto del mio percorso che don ...... e i catechisti di mio figlio mi hanno chiesto di poterli aiutare nella preparazione di qualche incontro per gli adulti. Questa domanda è stata per me talmente sconvolgente che la prima risposta, anche meditata, è stato un rifiuto. Non mi sentivo semplicemente all’altezza.

Poi, qualcosa in me è cambiato. Non mi sembra di ricordare da parte di don ...... o di M...... ed A...... una particolare insistenza; solo una serena fiducia in quello che potevo comunque dare. A quel punto il mio no si è di fatto trasformato in un sì.

Nel corso della preparazione degli incontri per gli adulti del gruppo di catechismo ho dovuto rimettermi in gioco. Documentarmi, studiare, pormi vecchie e nuove domande di fede ma soprattutto superare limiti caratteriali. Parlare davanti ad altri adulti e condividere pensieri e riflessioni personali ha significato per me finalmente liberarmi da molte paure e aprirmi a vivere la fede non più in una forma strettamente privata ma fare un pezzo di strada insieme agli altri. È una strada - quella della fede - che percorro ancora in maniera piuttosto incerta e ponendomi sempre numerose domande, ma la sento anche di nuovo fortemente mia. Non penso potrà esistere in questo percorso un punto di arrivo, ma sento di nuovo accanto a me una presenza forte e mi auguro che possa rimanervi per molto tempo ancora.



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