pubblicato mercoledý 14 maggio 2014


Dentro la vita


Nelle ore soleggiate del primo pomeriggio, Greta è sul terrazzo accovacciata davanti ai vasi di terra che contengono i semi piantati qualche giorno prima insieme al suo papà.

È eccitata dallo scorgere qualche prima tenerissima fogliolina, in verità visibile ai miei occhi solo se infilo gli occhiali. Mi chiede di riempirle l’innaffiatoio per dare acqua alle sue piantine. Mentre sono in cucina, la sua voce squillante mi raggiunge: “È vero, nonna, che il seme che muore produce molto frutto?”

 

Per una frazione di secondo rimango senza parole, il cuore mi batte forte e nella testa si alternano veloci tanti pensieri... Quante opposizioni e resistenze ho vissuto verso queste parole che sentivo troppo dure per la mia giovane vita, un tempo; eppure ora mi sembra di ascoltarle per la prima volta e tutto mi appare nuovo.

Sicuramente le avrà imparate a scuola, penso, nelle attività che le insegnanti predispongono in questo tempo di primavera e di pasqua. Decido che non sia importante aggiungere più approfondite spiegazioni. Sono parole del Vangelo e quando, fra qualche anno, le riscoprirà, si ricorderà di questa sua esperienza di “giardinaggio” e le capirà in profondità. Le sarà più facile forse associare la sorpresa della nascita delle sue piantine a quella più grande della scoperta dell’amore di Dio e sentirà le parole del vangelo come vere.

È questa la potenza del linguaggio del Signore, mi dico, stare dentro la vita, anche quella più semplice di un bambino.

 

Le rispondo: “Si, è vero Greta!” e la consapevolezza che metto in questa affermazione sorprende me stessa.

Si, è vero perché c’è sempre un lungo inverno prima delle foglie nuove; è vero, perché ogni genitore muore al sonno e al riposo per crescere il proprio figlio; è vero, perché tutti siamo generati da qualcuno che ci ha preceduti e che poi ci lascia andandosene per sempre.

Sono contenta che Greta abbia chiesto anche a me una conferma di ciò che vede accadere alle sue piantine: forse lo ricorderà e si dirà “anche la nonna lo credeva ”!

Ma ora sono io che sento tanta gratitudine verso di lei. Ha donato ai miei sessanta anni, in questo tempo quaresimale, l’annuncio così importante per chi, come me, si avvia a vivere l’ultima stagione della propria vita. Il seme che muore produce molto frutto! Questa notizia ha il gusto buono della prima fragolina che insieme attendiamo spuntare dopo il fiore bianco, ha l’intensità dello sguardo di Greta, ha la speranza che sempre abita nel cuore di grandi e piccoli.

Oggi alla mia vita un po’ affaticata di adulto, è stato donato da una bambina un secondo e più fecondo annuncio di vita.

resoconto di Maria Grazia Romano (@)



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